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Mirta Caccaro e la sua nuova ricerca PDF Stampa E-mail

 autoritratto


Mirta Caccaro è nata a Vicenza, vive e lavora a Dueville e si è diplomata in pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia.Ha frequentato il Laboratorio di Incisione presso la scuola "Remondini" di Bassano del Grappa, con il Maestro A.Martini e il corso di Illustrazione con Adelchi Galloni a Venezia. Si occupa di illustrazione xilografica per ragazzi, di lavori di stencil, decorazione e murales. Negli ultimi anni si è dedicata alla ceramica presso il Laboratorio Rigon a Friola.Quella di Mirta Caccaro si può definire una "nuova astrazione intellettuale", quasi musicale o fortemente legata alla musica, dove tutto ciò che non è essenziale stride e diventa ridicolo.Del resto non è raro trovare, tra le opere degli artisti astratti, riferimenti alla letteratura, alla  poesia e alla musica. Il primo di tutti fu Kandinskij, che con le dodici xilografie delle "Poesie senza parole" (Mosca 1904) inizia una ricerca legata ai grandi delle letteratura russa.Kandinskij stesso era un valente violinista e sono di Klee alcune composizioni musicali sinfoniche e opere pittoriche riferite alla musica, come "Fuga in rosso" (1921). 

 

  L'intento dichiarato della pittura di Mirta Caccaro è quello di indagare nella sfera intellettuale, in tutte le sue sfumature, senza però avanzare alcuna pretesa di razionalizzazione, ma spiegando e illustrando  attraverso immagini astratte,l'estensione sensoriale e mentale della propria sensibilità. Sulle tele di Mirta Caccaro ha luogo una serie di amplessi cromatici atti a mostrare le varianti dell'accoppiamento tonale, che rivelano le suggestioni teoriche e sentimentali che sono le fondamenta delle opere in questione. Mirta Caccaro racconta con i suoi lavori cosa la spinge ad agire ed evidenzia col colore il fascino esercitato, per esempio, da opere come: "C.C.Come Cavalli", "C.C.68 come Cavalli+ Gatti-Cammelli-Cani" o "Come Cavallo-Elefante-Camello". L'artista sa rinnovare il suo lavoro di volta in volta, lasciando cantare il colore insieme alle tecniche più svariate: acrilici e terre, acquerelli, pastelli grassi e gessi cretosi.La produzione più recente di Mirta Caccaro è una nuova, affascinante ricerca fra pittura e scultura.La riflessione generale sull'astrazione ha come premessa il fatto che essa sia, in pratica, esclusivamente pittorica. Niente di più sbagliato: l'astrazione è vitale anche nel lavoro scultoreo e installativo.Lo spostamento dell'astrazione nell'arena della scultura ha molte conseguenze. Per molti artisti i significanti materiali della scultura hanno una densità e una realtà letterali i quali suggeriscono l'impossibilità della loro decodificazione. Per altri ancora, come per Mirta Caccaro; vedi le sue pittosculture antropomorfe (che attribuiscono sentimenti anche all'essere inanimato) l'uso di questo tipo di scultura supera ogni traccia di relazioni linguistiche o compositive che fossero rimaste nelle sue configurazioni e la sua scultura astratta sembra affermare che perfino la forza linguistica può essere spinta a cedere alla verità del Reale.Le pittosculture della Caccaro sono disposte in modo da comporre una sorta di microcosmo. Esse ci stanno intorno come segnali delle strutture portanti di un mondo naturale assoluto e simbolico.L'elemento ritmico scaturisce, naturalmente, dalla pulsazione dialettica che innerva e contrappone le forme (inusitate) e i colori, come in tutte le opere totemiche di argilla colorata, nei piatti, nella lamiera disegnata (C.C 68 Come cavalli) o nelle opere "senza titolo" (pastelli, acrilici e terre su tela).Ecco perchè sculture, performances e installazioni sono elementi dell'arte più che mai importanti anche oggi, perchè mettono in evidenza la presenza fisica dell'artista e , nel caso di Mirta Caccaro, a nostro avviso, nascono da una tensione irrisolta tra transitorio (performance e installazione) e permanente (l'oggetto), tra purezza e pericolo.

 

Eraldo Di Vita